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     29/11/2012
    Regione Puglia, rafforzare la rete dell’affido familiare
    L’intervento di Elena Gentile, assessore regionale al Welfare
    Regione Puglia, rafforzare la rete dell’affido familiare

    Degli oltre tremila minori in Puglia allontanati temporaneamente dalla loro famiglia, 1.239 sono stati inseriti nei percorsi d'accoglienza dell'affido familiare. Di questi, il 71% è di tipo intrafamiliare e ben il 74% di carattere giudiziale, ossia senza il consenso. Il 6,2% sono minori stranieri non accompagnati. Numeri importanti, quelli registrati nel Rapporto curato dall'Osservatorio regionale per le Politiche sociali, ma in calo rispetto alla rilevazione del 2007. Ed allora, l'assessorato regionale al Welfare ha promosso un Programma Straordinario sull'Affido Familiare, in alternativa alla prassi del Tribunale per i minorenni di indirizzare i minori verso comunità educative.

    L'intervento a Spazio Sociale di Elena Gentile, assessore al Welfare Regione Puglia.  

     

    Circa il 40% dei minori fuori famiglia, dunque, viene preso in carico mediante affido familiare (-10% rispetto alla rilevazione del 2007 per i minori in generale, e addirittura -34% dei minori stranieri): nonostante la diffusione in molti ambiti territoriali di elenchi di famiglie affidatarie, preparate per accogliere altri minori oltre i propri figli, prevale ancora da parte dei Tribunali per i Minorenni la prassi di affidare alle comunità educative i minori. In totale i percorsi di affido familiare in Puglia riguardano 1.239 minori, avvengono ancora prevalentemente all'interno della famiglia (71,1%), pur facendo registrare una riduzione rispetto al 2009 di quasi il 3%, il che è molto importante, perché lascia più spazio agli affidamenti eterofamiliari. Si tratta, inoltre, di affidi familiari soprattutto di carattere giudiziale, senza il consenso (74,1%) e per periodi prolungati (66,7%).

     

    Sono solo 95 i Comuni in Puglia che hanno servizi dedicati alla gestione professionale dell'affido familiare, per sostenere i percorsi di crescita dei bambini e delle bambine in casi di disagio e difficoltà (il 36,8%), e per sostenere le famiglie affidatarie, anche se ad esempio il sostegno economico per le famiglie affidatarie è molto disomogeneo sul territorio regionale con contributi che vanno da un minimo di 30 euro mensili (Foggia) ad un massimo di 360 euro al mese (Bari).









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